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La “Stella di Betlemme” al Ludovico Van Festival

« …. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella (tòn astéra en têi anatolêi) e siamo venuti per adorarlo”.

Di quale astro si trattava? Quale fenomeno celeste guidò i sacerdoti di Zoroastro, profondi conoscitori delle “cose del cielo“?

Il dibattito sulla natura del fenomeno è antico, molte le ipotesi; diffusissima nell’immaginario collettivo la convinzione che si trattasse di una cometa.

Giotto – Adorazione dei Magi

Si premette che nell’iconografia cristiana antica la Stella di Betlemme non è mai rappresentata con la coda; la comune rappresentazione della “stella cometa” risale a Giotto che, impressionato dal passaggio della Cometa di Halley nel 1301, disegnò appunto una cometa dalla lunga coda nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

A partire dal XV secolo il particolare ha avuto una straordinaria fortuna artistica, in particolare nelle rappresentazioni della natività e del presepe; per di più la coda risponde anche al desiderio di rappresentare un oggetto celeste che indichi una direzione, in accordo con la lettura popolare del testo evangelico.

I tentativi di identificazione astronomica hanno focalizzato due tipi di eventi verificatisi intorno alla data della morte di Erode, il 4 a.C.: quelli astronomici eccezionali di grande effetto visibile, come appunto il passaggio di una cometa o il formarsi di una supernova, oppure congiunzioni planetarie di speciale significato astrologico.

Più probabile la seconda tipologia di eventi, a sostegno che la Stella di Betlemme non fosse un singolo corpo celeste, ma l’effetto di una congiunzione di corpi celesti: già Keplero (De anno natali Christi, 1614) per primo segnalò che nel 7 a.C. vi fu una tripla congiunzione di Giove con Saturno nella costellazione dei Pesci.

Ma le ricerche in questo campo sono continuate e l’ultima ipotesi in ordine di tempo è quella formulata dall’americano Michel Molnar nel suo libro The Star of Bethlehem: The Legacy of the Magi (Rutgers University Press, 1999): la Stella di Betlemme deve ricondursi alle due occultazioni di Giove, l’astro dei Re, da parte della Luna, il 6 marzo e il 17 aprile del 6 a.C.

La Luna era ritenuta amplificare i poteri della stella regale: un’occultazione lunare era sicuramente un evento cui astronomi e astrologi avrebbero attribuito il significato di annuncio della venuta di una persona divina e onnipotente.

La lettura degli eventi è in chiara chiave astrologica.

L’astrologia… è sopravvisuta perfino ad Einstein.

Ed e’ sopravvisuta… perché prima ancora di essere una superstiziosa fede nelle stelle…

… si lega ad una possibile concezione della realtà.“ Eugenio Garin

Questa notte il fenomeno si ripeterà, chiaramente visibile in Italia.

Assocassini ne proporrà l’osservazione nell’ambito del Ludovico Van Festival di Montemiletto, innovativa manifestazione irpina ad ampio spettro culturale.

Considerata l’orografia del luogo, sarà possibile osservare l’uscita di Giove dal disco lunare verso le 4:13, in quanto l’ingresso è troppo basso sull’orizzonte per essere osservato dal sito del festival.

La osservazioni saranno compunque indirizzate al cielo estivo ed avranno inizio dalle ore 21:30, con la consolidata collaborazione dell’Associazione Astrofili M13 di Montaguto.

Un ulteriore buon motivo per partecipare al Ludovico Van Festival 2012!

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