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Notte di San Lorenzo, notte di stelle cadenti

La notte del 10 agosto è più comunemente conosciuta con il nome di “notte di San Lorenzo”, dato che la tradizione cristiana ha legato il fenomeno astronomico delle stelle cadenti alla vicenda del santo cristiano martirizzato proprio in questo giorno.
Il giovane Lorenzo, infatti, vide la morte il 10 agosto del 258 d.C., allorché l’imperatore Valeriano emanò un editto secondo il quale tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere messi a morte; essendo egli un arcidiacono che si occupava delle attività caritative nella diocesi di Roma, fu sorpreso mentre celebrava l’eucarestia nelle catacombe di San Callisto e per questo condannato ad una fine atroce, cioè bruciato su una graticola messa sul fuoco ardente.

Jacopo Robusti detto il Tintoretto, Il martirio di San Lorenzo, 1588

Sebbene molti storici sostengano che il santo morì decapitato e non arso vivo, è la seconda versione che già dal IV secolo ha meglio attecchito grazie anche ai racconti di Ambrogio, Prudenzio e Agostino d’Ippona, ed è proprio in virtù di questa tradizione che il supplizio di San Lorenzo è strettamente correlato al fenomeno delle stelle cadenti.
Secondo la tradizione, infatti, le scie luminose che in questo periodo attraversano il cielo notturno, non sarebbero altro che le lacrime del santo versate durante il martirio o le scintille di fuoco che si innalzavano dalla graticola; il fascino che scaturisce dalla visione delle stelle cadenti, nei secoli si è ammantato di un “valore sacro”, per cui questa è la notte consacrata alla speranza.
Non a caso, infatti, si crede che alla vista di una stella cadente si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e pronunciando la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…”, si auspica che il desiderio diventi realtà durante l’anno.

Dal punto di vista scientifico, però, quelle che vengono comunemente chiamate stelle cadenti non sono affatto stelle, ma rocce sospese nello spazio che, a contatto con l’atmosfera terrestre, si disintegrano e creano la caratteristica scia nel cielo.
Questo fenomeno, in effetti, si ripete ogni giorno, però nel periodo estivo, e precisamente dalla fine di luglio fino al 20 agosto, le Perseidi, ossia uno sciame meteorico, vengono attraversate dall’orbita terrestre creando una vera e propria pioggia meteorica. Il picco di visibilità si concentrerà intorno al 12 agosto, anche se le non perfette condizioni atmosferiche potranno inficiarne la vista.

Struttura di un bolide

La cometa che ha generato questo sciame è la Swift-Tuttle, con un nucleo che misura circa 10 km; il suo ultimo passaggio al perielio è stato nel 1992, e il prossimo sarà nel 2126. Le meteore che noi possiamo osservare sono particelle rilasciate durante le orbite passate della cometa e la velocità con le quali impattano l’atmosfera terrestre è di circa 59 km/s.

Testo a cura di Stefania Iadarola

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